Dialogo o BDS? Risposte agli argomenti contro un boicottaggio accademico di Israele

Una scuola danneggiata da un attacco israeliano durante l’operazione Margine Protettivo, nel quartiere Shujaiyeh, ad est di Gaza City, 4 settembre 2014. Foto: Activestills.org
Una scuola danneggiata da un attacco israeliano durante l’operazione Margine Protettivo, nel quartiere Shujaiyeh, ad est di Gaza City, 4 settembre 2014. Foto: Activestills.org

di Ben White

Martedì 27 ottobre è apparsa sul  [quotidiano inglese]  “The Guardian” su un’intera pagina un’inserzione che annunciava l’appoggio di più di 300 studiosi che lavorano in Gran Bretagna al boicottaggio accademico di Israele. Dopo una settimana la lista delle adesioni era salita a 600.

Le critiche da parte dei soliti noti è stata immediata, con condanne dell’ambasciata israeliana di Londra, del Consiglio dei deputati ebrei britannici e del Consiglio dei Dirigenti delle Comunità Ebraiche (JLC). Gli oppositori al boicottaggio si sono espressi anche in vari editoriali e sulla pagina delle lettere del “The Guardian”.

Io proporrò qui alcune risposte agli argomenti più frequentemente avanzati dai critici della campagna per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) e sopratutto riguardo al suo aspetto accademico. Continua a leggere

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Università Palestinesi sotto Occupazione: Rapporto di una delegazione di accademici europei


Questa relazione è stata preparata da una delegazione in rappresentanza della piattaforma europea per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (EPACBI) che nel mese di aprile 2015 ha visitato sette università e accademie palestinesi. La delegazione era composta di otto accademici provenienti da cinque paesi europei. La delegazione è grata ai numerosi docenti e amministratori delle istituzioni che hanno reso possibile la visita.

Sommario

La delegazione non ha potuto visitare tutte le istituzioni palestinesi di istruzione superiore e in particolare le è stato impedito di visitare le università di Gaza a causa del blocco israeliano. Tuttavia, ha rilevato un modello di condotta coerente applicabile tutte le università che ha visitato, e per la loro natura sistemica è ragionevole supporre che questo schema sia applicabile a tutte. Questo modello consiste in una costante e multiforme politica di intrusione da parte israeliana nel normale funzionamento della vita accademica palestinese. Tale interferenza inibisce la libera circolazione del personale e degli studenti; riduce l’efficacia e la produttività accademica occupando il tempo del personale con restrizioni alla mobilità e ostacoli burocratici; impedisce un’efficace collaborazione e la condivisione di risorse intellettuali fra le università palestinesi; ostacola le visite internazionali alle università palestinesi; impedisce l’impiego di personale docente dall’estero; blocca la fornitura di attrezzature, materiali e libri; e sottopone il personale e gli studenti a ripetute umiliazioni e situazioni degradanti. Continua a leggere

Linee guida del PACBI per il boicottaggio accademico internazionale di Israele (rivedute a Luglio 2014)

Pacbi
Palestinian Campaign for the Academic & Cultural Boycott of Israel

Fin dal 2004, la Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI), che fa parte del Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC) con il compito specifico di supervisionare gli aspetti BDS del boicottaggio accademico e culturale, ha invitato al boicottaggio delle istituzioni culturali ed accademiche israeliane. Ciò si basa sul fatto che queste istituzioni sono profondamente complici nel sistema di oppressione israeliano, che ha negato ai palestinesi i loro diritti fondamentali garantiti dal diritto internazionale, o che ostacolato l’esercizio di tali diritti, inclusi la libertà accademica e il diritto all’educazione.

Le istituzioni accademiche sono un punto chiave della struttura ideologica ed istituzionale del regime di oppressione, colonialismo ed apartheid di Israele contro la popolazione palestinese. [1] Fin dalla sua fondazione, l’accademia israeliana ha scritturato il suo destino con l’establishment politico-militare egemone in Israele, e nonostante gli sforzi di una manciata di accademici di principio, l’accademia israeliana è profondamente implicate nel supporto e nella perpetuazione del sistematico diniego di Israele dei diritti dei palestinesi. Continua a leggere

Libro – Pianificare l’oppressione: Le complicità dell’accademia israeliana

Pianificare l'oppressione
Pianificare l’oppressione

14 Giugno 2010

Interventi di: Omar Barghouti, Riham Barghouti, John Dugard, Uri Yacobi Keller, Helen Murray, Tania Reinhart, Massimo Zucchetti.

Il libro nasce dall’esigenza di documentare all’interno del contesto accademico italiano i profondi collegamenti esistenti tra le università e il complesso sistema militare, di sicurezza e di oppressione israeliani, con uno sguardo molto attento alle università stesse come luogo di produzioni di ingiustizie nei confronti del popolo palestinese. I contributi raccolti forniscono, da un lato, una riflessione sull’articolato sistema di occupazione, colonialismo e apartheid israeliano, e una panoramica storica degli effetti di questo sistema sull’istruzione palestinese; dall’altro, essi mostrano il ruolo decisivo che l’accademia israeliana ricopre nel fornire gli apparati ideologici e tecnologico-scientifici indispensabili per la perpetrazione delle decennali violazioni del diritto internazionale e dei fondamentali diritti del popolo palestinese. Continua a leggere

L’appello palestinese per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni

BDS Movement
BDS Movement

Appello della Società Civile Palestinese al boicottaggio, al ritiro degli investimenti e all’applicazione di sanzioni contro lo stato di Israele fino a quando non rispetterà il Diritto Internazionale ed i Principi Universali dei Diritti dell’Uomo.

9 Luglio 2005

Un anno dopo lo storico parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) che ha giudicato illegale il Muro costruito da Israele nei territori Palestinesi occupati, Israele continua la costruzione del Muro coloniale in totale disprezzo della decisione della Corte. Dopo 38 anni di occupazione della Cisgiordania Palestinese (compresa Gerusalemme Est), della Striscia di Gaza e delle alture siriane del Golan, Israele continua a espandere le colonie ebraiche. Israele si è annessa unilateralmente Gerusalemme-Est occupata e le alture del Golan e sta ora di fatto annettendosi per mezzo del Muro parti importanti della Cisgiordania.

Israele si sta anche preparando – all’ombra del suo previsto ritiro dalla Striscia di Gaza – a costruire e espandere le colonie nella Cisgiordania. Cinquantasette anni dopo che lo Stato di Israele è stato costituito sulla terra ripulita etnicamente dei suoi proprietari palestinesi, una maggioranza di palestinesi sono profughi, molti dei quali senza una nazione. Inoltre, il rafforzato sistema israeliano di discriminazione razziale contro i suoi cittadini Arabo-Palestinesi rimane intatto. Continua a leggere

Appello per il boicottaggio accademico e culturale di Israele

Pacbi
Palestinian Campaign for the Academic & Cultural Boycott of Israel

Palestinian Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel, 2004

L’oppressione coloniale israeliana del popolo palestinese, basata sulla ideologia sionista, comprende:

  • il rifiuto della sua responsabilità per la Nakba – e in particolare per le ondate di pulizia etnica e di espropriazione che hanno creato il problema dei profughi palestinesi – e quindi il rifiuto di accettare i diritti inalienabili dei profughi e dei dislocati, diritti definiti e protetti dal diritto internazionale;
  • l’occupazione militare e la colonizzazione della Cisgiordania (inclusa Gerusalemme Est) e di Gaza dal 1967, in violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni dell’ONU;
  • Il sistema radicato di discriminazione razziale e di segregazione contro i palestinesi cittadini di Israele, che assomiglia al defunto sistema di apartheid in Sud Africa.

Dal momento che le istituzioni accademiche israeliane (la maggior parte controllate dallo Stato) e la stragrande maggioranza degli intellettuali e degli accademici ha contribuito direttamente a mantenere, difendere o in modi diversi a giustificare le forme di oppressione sopraindicate o è stata complice con esse con il loro silenzio, Continua a leggere